Difetto di reciprocità

Follow on Bloglovin
facebook
Logo Twitter
flickr-logo
Difetto di reciprocità.

Ciao a tutti e grazie di essere qui!

Sicuramente ne avrete sentito parlare, o magari avete letto qualcosa nel web, ma tra il dire e il fare… c’è di mezzo il mare… direi, e detto da un isolano è tutto un programma. Scherzi e battute a parte, è un problema serio che si manifesta con i supporti analogici, sia le pellicole che le carte. Ma andiamo per gradi.

Ogni supporto fotografico analogico, quali le pellicole b-n e colore, le diapositive, e anche le carte, lavorano entro determinati range; normalmente i valori dei tempi e dei diaframmi sono in relazione  tra loro, per cui ad una determinata esposizione, noi impostiamo una coppia tempo-diaframma, e modificando anche uno solo di questi valori avremo un’immagine sottoesposta o sovraesposta. Ma questo concetto, detto di reciprocità, vale solo entro determinati limiti, per cui sia al di sotto che al di sopra, queste regole andranno corrette, perchè trattasi appunto di difetto: difetto di reciprocità.

Ogni casa produttrice indica per i suoi prodotti come correggere questo difetto, e di questo dobbiamo tenerne conto ogni volta che ci accingeremo a fotografare fuori limite; in generale il difetto di reciprocità si manifesta sia con tempi molto brevi di esposizione, sia con tempi lunghi. Già a partire (con determinati supporti) da tempi di esposizione di un solo secondo, dovremo effettuare la correzione, di solito aprendo l’otturatore e usando un tempo più lento, secondo le indicazioni riportate dal produttore, e solitamente variano da circa 1/2 stop anche a circa 2. Questo difetto di reciprocità è noto anche sotto il nome “effetto Schwarzschild” dal nome del suo scopritore, e consiste appunto nella perdita di sensibilità delle emulsioni fotografiche sensibili in condizioni di bassa luminosità o di tempi di posa molto lunghi.

Inoltre c’è da dire che le carte ricevono la luce in modo diverso delle pelicole, per cui anche la sensibilità ne risulta modificata; utile quindi fare qualche prova nelle reali condizioni di lavoro, sicuramente diverse da una tranquilla camera oscura…

Ora vi lascio e mi raccomando: non abbandonate Fotografismo! Ciao a tutti!

131227 Total Views 1 Views Today