Tecnica dell’Open Flash

L’amico Gino mazzanobile, mi ha invitato a condividere un suo lavoro sulla tecnica dell’open flash: si tratta di una tecnica particolare, usata molto nei tempi dello still life analogico e anche quando si volevano fotografare monumenti, piazze, o architetture, di notte in esterno.
In una stanza al buio, utilizzando questa tecnica, potremo far risaltare qualsiasi soggetto in still life, a dimostrazione che la fotografia analogica ha ancora da insegnare.
Questo è il lavoro che un esperto come Gino Mazzanobile condivide con gli appassionati della fotografia, permettendo di apprendere, ciò che di solito richiede moltissime prove, in breve tempo.

 

“Tecnica dell’Open Flash”

  ovvero fotografare al buio

lo “ Still Life “

©gino mazzanobile-2013

 

La tecnica dell’open flash ha sempre affascinato molti professionisti e non, oggi nell’era del digitale ai più è abbastanza sconosciuta.

Questa particolare tecnica, molto difficile da realizzare, necessita di molta pratica per raggiungere i risultati sperati e viene spesso utilizzata per fotografare in  “esterno notte” palazzi interi, monumenti e piazze. Tuttavia secondo una mia valutazione al chiuso di uno studio fotografico vero e proprio, o  tra le quattro mura domestiche seguendo semplici operazioni come oscurare a piacere una stanza per un certo tempo, si possono realizzare riprese in “still life” come quelle che presentiamo in questo articolo.

Ricordo con una nota malinconica i tempi in cui si attendeva con ansia il ritiro delle foto per vedere se la tecnica dell’open flash tanto sperata era riuscita o meno; difatti prima di capirci qualcosa si buttavano rullini su rullini.

Oggi  con il digitale è molto più semplice far pratica; si può verificare immediatamente il risultato. Noi che non abbiamo fretta e siamo amanti dell’analogico,  proponiamo questa mini guida per un impiego di questa tecnica eseguita con fotocamera folding e pellicole Fuji.

 Settaggi 

Contrariamente a quanto si può pensare per questo genere di riprese fotografiche bisogna munirsi di pellicola di bassa sensibilità. 100 ISO sono più che sufficienti.  Sensibilità maggiori sono da evitare per non avere ” particolari bruciacchiati “ all’interno delle proprie fotografie.

Allestimento del set

Per prima cosa collocheremo uno sfondo, in gergo è chiamato  “ limbo ” solitamente in stoffa nera per rendere un magnifico stacco cromatico congiuntamente a quel pizzico di tridimensionalità che vogliamo conferire al soggetto da riprendere per occasione  in “ luce riflessa “. Lo still life (letteralmente natura morta), si presta magnificamente con la tecnica dell’ open flash di seguito descritta.  Ma andiamo per gradi.

Abbiamo in mente di riprendere delle comuni pannocchie secche di un bel giallo vivace sistemate dentro un vaso di coccio bianco e sormontate da una gerbera di un gradevole colore arancio.

Per prima cosa posizioniamo la nostra fotocamera folding sul cavalletto, mettiamo a fuoco sul vetro smerigliato la composizione appena allestita; armiamo l’otturatore collocando nel filetto dell’ottica anche il cavetto di scatto flessibile per non avere foto mosse; (ricordate che si lavorerà al buio completo) e per quanto riguarda il diaframma f/22 è più che sufficiente; come tempo di posa si potrà optare per la posa T o B.

Per come sappiamo, il flash si rende necessario anche in condizioni di luce scarsa o per evitare immagini mosse o ricche di dominanti, consentendo di lavorare con tempi veloci (da 1/30″ a 1/500″, a seconda della fotocamera), ma non solo.

L’emissione luminosa da parte di un flash è brevissima (1/30.000″ in alcuni casi) e permette di congelare i movimenti anche più rapidi.

Non tutti sanno che:

Esiste una legge dove raddoppiando la distanza fra flash e soggetto, l’illuminazione si distribuisce su una superficie quattro volte più grande, ma l’intensità della luce emessa si riduce a 1/4. Triplicando la distanza, la superficie diventa 9 volte più ampia, ma la luce si riduce a 1/9, e così via.

 

QuadratoInverso

 

Da questa legge discende il concetto di “potenza” del flash, o numero guida, che però va riferito ad una distanza precisa da cui sarà possibile ricavare la riduzione – o l’aumento – della luce al variare di quella distanza.

Il numero guida (NG) è una grandezza caratteristica del flash e dà un’idea immediata del suo potere illuminante. Conoscendo la distanza flash-soggetto, il NG serve per ricavare il diaframma di lavoro da impostare sull’obiettivo:

ESEMPIO. Flash con NG=30 per 100 ISO. Quale diaframma va impostato se il soggetto è a 3 metri dal flash? Diaframma = 30 : 3 = 10, cioè un diaframma vicino a f/11.

Per ricavare il Numero Guida in base ad una sensibilità ISO diversa da quella per cui il NG è dato si usa la seguente formula:

 ESEMPIO: flash con NG=20 per 100 ISO. Utilizzando una pellicola 25 ISO, quale sarà il nuovo NG?
Il NG per 25 ISO è: 20 x (25/100) = 5.

Fatte le debite considerazioni, anche se a prima vista sembrerebbero astruse, adesso sappiamo come regolare il nostro “strumento luminoso”. Che senso avrebbe sparare colpi di luce qua e là a piena potenza senza ricercare l’impiego di una luce particolare, quasi delle pennellate di morbida radiazione luminosa del set da riprendere?  Le immagini che presentiamo sono ad avvalorare che con il flash tarato e direzionato opportunamente, luci e ombre modellano in maniera univoca le composizioni floreali riprese in primissimo piano: le più difficili da realizzare.

 Il momento dello scatto

La fotocamera distava dal soggetto circa 40 cm.  Prima degli scatti abbiamo tenuto conto di tanti fattori: estensione del soffietto della fotocamera, colore nero del tessuto del set. A proposito ricordiamo,che se il soggetto è scuro bisogna aumentare  di 1 stop e ½ l’esposizione o aprire il diaframma con gli stessi valori, se il soggetto è chiaro sarà il contrario.

Abbiamo inoltre tenuto in considerazione l’impostazione del diaframma di lavoro della fotocamera ( f/22) per sfruttare al meglio la pronfondità di campo del primo piano, del buio della stanza dove abbiamo effettuato le riprese; così  tenuto conto di tutto, la nostra sorgente tascabile per l’occasione Metz 60 ct4, è stato posizionato a circa 2mt. dal soggetto e programmato manualmente a f/8 in dissenso a quanto consigliato dal programma del flash che al contrario consigliava esposizioni a f/11 per quel tipo di riprese.

L’emissione luminosa che auspicavamo ottenere è stata così indirizzata sapientemente; difatti con svariati colpi di flash tenuto in mano e da varie angolazioni, è stata posizionata a stretto contatto contro un pannello di polistirolo bianco che ha rimandato pura luce riflessa sulle composizioni floreali.

 Siamo riusciti nell’intento?

 

ct4

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