La fotografia minutero

Follow on Bloglovin
facebook
Logo Twitter
flickr-logo
La fotografia minutero

Ciao a tutti e grazie di essere qui! Mi scuso di avervi trascurato un pò, ma ero preso da diversi impegni inderogabili; sappiate che mi ha fatto piacere vedere che comunque siete sempre i miei sostenitori.

L’articolo di oggi è più che altro un punto di riflessione, generato dalla mancanza di informazioni attorno al fenomeno della fotografia istantanea, chiamata in genere “fotografia minutero”. Tempo fa vi avevo accennato come era nata la fotocamera, ma il fenomeno vero è proprio è circondato dal buio. Una spiegazione logica è sicuramente dovuta al tipo di fotografia ottenuta con queste fotocamere: si tratta sempre di una fotografia povera per poveri, su carta, che anche se sensibilizzata all’argento era sempre meno nobile delle tecniche come il collodio.

Inoltre, la carta ha un potere di risoluzione inferiore ad altre tecniche come la dagherrotipia e il collodio, fattore che si amplifica col doppio passaggio dal negativo al positivo, al quale qualcuno pose rimedio utilizzando la carta diretta positiva, cioè una carta che esposta e poi sviluppata fornisce direttamente un’immagine positiva. Il difetto, o la peculiarità, sta nel fatto che le imagini risultano invertite di lato, cioè la destra con la sinistra e viceversa, per cui se nell’immagine vi sono delle scritte esse apariranno al contrario.

Ma dove si radicò la fotografia istantanea? Difficile dirlo con precisione, infatti non sono riuscito a trovare fonti certificate, ma presumo non nelle grandi città come Londra o Parigi, già note per la presenza di numerosi “atelier fotografici” e nomi altisonanti della fotografia, che mai si sarebbero abbassati a fare i fotografi ambulanti; sicuramente è più plausibile trovare questo tipo di fotografia nei paesi latini, quali Spagna, Italia, Cile, Argentina, Portogallo, paesi che non avevano una popolazione dal tenore di vita agiato, anzi, sicuramente la maggior parte era di provenienza agricola e artigiana, ma comunque desiderosi, come le classi più agiate, di tramandare la loro immagine ai posteri.

Facile quindi trovare questi fotografi ambulanti nei sobborghi delle grandi città, o magari nelle campagne, viandanti che di paese in paese offrivano per pochi soldi la possibilità di essere immortalati in una fotografia cartacea. Pensiamo anche ai nostri connazionali italiani che emigrarono in America, Argentina, lontani dai loro parenti nei paesi natii; l’unico mezzo che avevano per dare un’immagine di sè era proprio la fotografia dei poveri, una carta fotografica che poi poteva essere spedita via lettera ai propri cari.

Inoltre anche il termine più largamente usato è “Minutero”, ossia fotografia in minuti, termine di derivazione spagnola: effettivamente posso pensare che sia stata la Spagna la culla dal quale questa fotografia ha preso piede. Ma anche in Italia le persone in avanzata età ricordano questi fotografi ambulanti, armati di carretto o spesso di triciclo, che attraversavano l’Italia, e addirittura attesi nei piccoli paesi, dove con pochi soldi si poteva avere una fotografia.

Sarebbe interessante poter ricostruire una mappa della distribuzione della fotografia istantanea dagli albori ai nostri giorni, vedere appunto il cammino che la fotografia ambulante ha percorso. Se poi qualcuno ha notizie più precise e vuole condividerle può contattarmi sul mio profilo Facebook, e sarà un piacere poter aggiornare questo articolo… nel frattempo vi saluto tutti e vi chiedo solo di continuare a seguirmi e far conoscere questo blog ai vostri amici. Ciao!

26374 Total Views 22 Views Today