Fotografo… o Grafico?

Ciao a tutti; oggi esporrò il mio pensiero su alcuni avvenimenti di questi giorni.
Mi sono arrivate nella casella mail che è collegata col mio profilo facebook , alcune notifiche a proposito di alcuni “fotografi” che stanno pubblicizzando le loro creazioni. Nulla di male in questo, visto che lo fà chiunque, sottoscritto compreso, ma mi preme precisare la differenza tra fotografo e grafico.
Il fotografo, professionista, freelance, dilettante, o ancora semplice fotoamatore, altri non è che colui che usa la LUCE come pennello per la sua opera.
Chiarisco il concetto: io prendo una macchina fotografica, qualsiasi sia il tipo, sia con obiettivo in vetro che pinhole, e la punto verso il mio soggetto (anche questo di qualsiasi natura sia), subito dopo lo scatto o l’esposizione, io ho creato un opera.
Quest’opera è il disegno che la luce ha fatto andando a proiettarsi verso il sensore o la pellicola, e tale rimane sino a che questa stessa opera non viene artefatta con i programmi di grafica e fotoritocco.
L’ unica “modifica” che si potrebbe accettare, potrebbe essere una lieve “correzione” dei livelli di esposizione, sia per correggere il passaggio dall’analogico al digitale attraverso lo scanner, sia per correggere leggermente l’esposizione delle fotocamere digitali.
Chi fa fotografia HDR, stravolge le curve e i libelli RGB, e unisce il livelli della fotografia con i livelli grafici, non può ancora chiamare la sua opera fotografia.
Ho visto ultimamente delle bellissime “opere”, ottenute da una bellissima “fusione” di fotografia e arte grafica, ma grafica rimangono.
Ricordo con nostalgia i tempi andati, quando gli effetti fotografici si facevano sulla macchina fotografica, o al massimo in camera oscura (non è grafica, poichè per mezzo dell’ingranditore, si lavora sempre disegnando con la luce), senza dimenticare le bellissime doppie esposizioni, le schermature sulla pellicola ecc. ecc.
Per un piccolo esempio prarico, vi mostro due sole foto, una ottenuta in analogico, e l’altra in digitale con l’uso di photoshop.
Autosave-File vom d-lab2/3 der AgfaPhoto GmbH

Foto 1 – Analogica

prova ps2 (Custom)

Foto 2 – Digitale

La foto in alto (1), è stata realizzata con una fotocamera medio formato, usando la tecnica della multiesposizione, cioè impressionando lo stesso fotogramma quattro volte, sullo stesso soggetto, ma con l’angolazione variata, rispettivamente a 0°, 90°, 180° e infine 270°.
Il risultato è una “somma” di esposizioni, che ha impressionato la pellicola fotografica, andando a disegnare il fotogramma.
La foto successiva (2), invece è stata ottenuta in digitale, con la reflex digitale Canon, e facendo 4 scatti al medesimo soggetto, con gli stessi angoli della prima foto.
I fotogrammi ottenuti, indine, sono stati miscelati coi livelli di photoshop, e variando la percentuale di opacità, per simulare l’esposizione multipla.
Sinceramente, però, non mi sento di dichiarare che la 2a foto è fotografia; per me è grafica, poichè ho usato un software per simulare una cosa che la luce non ha fatto.
Allo stesso modo, le fotografie delle modelle patinate dei rotocalchi, per me sono esclusivamente dei prodotti grafici… nulla di più, per quanto belli possano essere. Riflettete!
Ciao e grazie se avete seguito l’articolo sin qui.

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