Postproduzione in fotografia analogica?

Ciao a tutti.
Facevo una riflessione. Pensavo che non adoro proprio usare Photoshop o altri programmi di elaborazione fotografica, perchè mi piace vedere cosa “salta” fuori dal rullino che ho usato per fotografare. Ma analizzando meglio il concetto, anche in fotografia analogica si pensa alla postproduzione. Immaginiamo quante variabili dobbiamo analizzare.
Che rullino usare in base al tipo di foto che vogliamo ottenere, poichè il risultato dipende dalla marca, dalla caratteristica della pellicola, e non ultimo dalla sua sensibilità.
Si scatta all’aperto o al chiuso? Col flash?
Poi bisogna decidere cosa abbiamo in mente di fare… se vogliamo fare un ritratto in b/n, servirà un rullino a bassa sensibilità, magari meglio in formato 120…
Devo uscire a fare delle foto di un vecchio centro storico di un piccolo paesino, con ormai tante case fantasma… ecco come mi organizzo: fotocamera reflex, direi la zenit 11, obiettivo 50-1,4 (M42), poi un 24-2,8 (M42), e mafari anche il 135-2,8 (per i particolari).
Come rullino direi Ilford Fp4-ASA 125 da 36 pose, ma anche Ilford Hp5-400 da 36 pose.
Altra fotocamera che mi porto dietro la Lubitel 166B, formato 120, con rullini Kodak TMax 100 in B/N e Lomography Color 400 per il colore… Un flash elettronico con NG 58 non guasta portarselo dietro.
Tutto questo discorso per farvi capire che in questo modo sto “prevedendo” la postproduzione, cioè, mettendomi dei traguardi da raggiungere dopo la produzione, ovvero il momento dello scatto. Senza considerare tutti i parametri da impostare sulla fotocamera, che una volta che avviene lo scatto non si può vedere l’anteprima e neppure sprecare pellicola in inutili scatti duplicati.
In digitale, ovviamente, ci basta una “sola” fotocamera, e magari qualche obiettivo, senza preoccuparci d’altro.
Una volta a casa poi, soprattutto se scattiamo in RAW, e mi pare anche logico, abbiamo la possibilità di decidere cosa “ottenere” dai nostri scatti, meglio ancora se ne abbiamo fatto in sovranumero.
Possiamo decidere di averli a colori, in bianco-nero, correggere l’esposizione, o le curve… insomma, tuto il lavoro che avremmo fatto sul posto ce lo possiamo fare davanti al computer.
Son due modi diversi di fare la stessa cosa, ovviamente uno non toglie niente all’altro, ma restano solo scelte e gusti personali.
Anche prima dell’avvento del digitale esistevano le correzioni delle foto, sia prima dello scatto, sia in fase di stampa in camera oscura, regolando l’espositore per avere il risultato desiderato.
Ma qualunque sia la scelta, digitale, analogico, postproduzione si, postproduzione no, tipo di attrezzatura, ciò che veramente conta, è chi sta dietro l’obiettivo.
Tutto il resto è noia…

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