Wet Plate Collodium

Eccoci di nuovo insieme… ben trovati.
Una delle tecniche che mi sta interessando ultimamente è quella a collodio umido. E’ una sorella delle antiche tecniche fotografiche, e come risultato produce un positivo su lastra praticamente senza grana; i supporti sui quali lavorare sono molteplici, poichè spazia dal vetro, alla lamina in ferro, all’alluminio, ecc…
In sostanza si tratta di impressionare una lastra di supporto sul quale è stato preventivamente steso il collodio; essendo a collodio umido, esso va steso poco tempo prima dell’uso.
NON si tratta di fare una foto con una fotocamera automatica, anzi, con questa tecnica si lavora completamente in manuale, con le camere a grande formato, solitamente oltre i 4×5″, e si tratta di un lavoro certosino.
Ammettiamo di usare il vetro come supporto. Si prende la lastra in vetro, solitamente di spessore di 3 mm. e si levigano i lati a mò di bisellatura a 45°, sia per favorire lo scorrimento nel portalastre, sia per agevolare il recupero del collodio.
Si deve lucidare accuratamente tutta la lastra, per eliminare sporco e grasso, ovviamente usando i guanti, e evitando di imbrattarla col grasso della pelle.
Dopo aver completato questa operazione, e essendo sicuri che non vi siano impronte o tantomeno pelucchi, si stende il collodio (preparato precedentemnte e seguendo una delle tante formule…) sulla lastra, a mò di fritella, e muovendo la lastra lungo i suoi quattro assi per favorirne la distribuzione; appena la lastra sarà uniformemente cosparsa di collodio, si recupera in una bottiglia l’eccesso.
ATTENZIONE! La seguente è un’ OPERAZIONE PERICOLOSA! Il nitrato d’argento se finisce negli occhi causa CECITA’! La sensibilizzazione della lastra avviene immergendola nel bagno di nitrato d’argento; il passaggio successivo sarà l’inserimento della lastra nello chassis, ovviamente a tenuta di luce.
Ovviamente la fotocamera sarà gia pronta allo scatto, col soggetto già a fuoco e col diaframma dell’obiettivo impostato; si prende lo chassis e lo si inserisce nella fotocamera… si toglie il volet e si scatta… reinserito il volet, la lastra è pronta per le operazioni successive, quali sviluppo, lavaggio e fissaggio.
Vorrei fare una considerazione: ogni “ricetta” dei chimici è quasi una formula magica e segreta di ogni fotografo, ricetta trovata adattando e sperimentando… per questo è sempre meglio che gli inizi della tecnica al collodio venga sperimentata con un esperto di queste tecniche; ovviamente anche perchè ci sono da considerare elementi relativi alla sicurezza personale e ai rischi usando sostanze chimiche.
Un esperto della tecnica al collodio è il fotografo Gino Mazzanobile, di Varese, che organizza dei corsi personali, con utilizzo di fotocamera grande formato, camera oscura e tutto ciò che serve per realizzare alcune opere.
Se volete delucidazioni, questo è il link del fotografo Gino Mazzanobileinoltre QUI trovate anche uno dei suoi spledidi tutorial sulla tecnica al collodio umido.
Ciao a tutti… e grazie di essere stati qui.

 

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