Sviluppo del mio 1° rullino

Sviluppo del mio 1° rullino

 

Ciao a tutti, oggi ho pensato di scrivere qualcosa sullo sviluppo del mio 1° rullino in b-n.
Devo ammettere che è una esperienza bellissima, che tutti quelli che amano la fotografia dovrebbero provare almeno una volta. Senza parlare dell’ansia dovuta all’attesa mentre si aspetta col rullino ancora immerso nei liquidi al buio della tank.
Prima di passare all’azione mi sono documentato da diverse fonti, tra i quali un fotografo “vecchia scuola” della città: una persona disponibilissima e alla mano, che in pratica mi ha guidato passo-passo in questa nuova esperienza.
Altre fonti utili sono stati i vari blog di chi ha sperimentato  di persona e ha messo a nostra disposizione i vari trucchi per spianarci la strada.
Vorrei mettere evidenza una cosa molto importante: ho fatto tante prove “in bianco” sulla manipolazione del rullino e della spirale in plastica, facendo decine e decine di prove a occhi chiusi con un rullino “sacrificabile” per riuscire a compiere tutte le operazioni in modo spedito, che successivamente avrei dovuto compiere al buio completo.
Il giorno che mi sono recato in “camera oscura”, una camera sacrificata all’occorrenza chiudendo con cartone e nastro nero qualsiasi spiraglio di luce, ho cominciato l’operazione di sbobinamento con la massima sicurezza; ho disposto sul tavolino dedicato all’operazione tutto l’occorrente con la massima cura.
Partendo dalla sinistra e andando verso destra, ho messo la tank vuota, il coperchio della tank, la spirale da lasciare vuota, il perno portaspirali, la spirale che avrei utilizzato, le pinze a becco, le forbici, un cavatappi per tappi a corona e infine il rullino.
Spengo la luce e comincio le operazioni; prendo il rullino e col cavatappi levo il tappo superiore: nulla di più semplice. Poi ho cercato di estrarre il rullino dal contenitore, ma si incastrava, ma con l’aiuto delle pinze a becco sono riuscito in pochi secondi a liberarlo.
Quando srotolate il rullino, il mio consiglio è quello di lasciare il rocchetto ancora attaccato alla pellicola: vi aiuterà nel caso dobbiate cercare l’inizio della pellicola; conviene tagliarlo dalla pellicola solo quando la stessa è quasi avvolta nella spirale.
Poi, prese le forbici ho tagliato la parte iniziale del rullino, facendo poi altri due tagli per formare una specie di invito smussato, utile per infilare la pellicola nella spirale.
Prendo la spirale nella mano destra, e con la sinistra provo a infilarvi la pellicola… panico!!!! Per quante prove facessi non riuscivo proprio. La pellicola non voleva avanzare, ma mi sono accorto al tatto che vi erano due forellini tagliati male che si incastravano. Nuovo taglio e altre prove che andavano male.
Comincia il panico dovuto soprattutto al fatto di lavorare al buio… ma come!! Le prove le ho fatte sempre a occhi chiusi; mi viene anche il pensiero di mettere il rullino sotto una coperta e uscire a prendere aria. Era presente mia figlia, anche lei col pallino, anzi la fissa della fotografia, che mi dice: – ma non puoi mettere la pellicola nella tank? – Infatti così feci. Poi,  tecnica di rilassamento con respirazioni profonde, chiudo gli occhi, e come per magia al 1° tentativo la pellicola si infila quasi da sola nella spirale. Infatti lavorare a occhi chiusi ti toglie il panico del buio. Poi il fatto di avere la tank come salvagente mi ha veramente rilassato.
Metto la spirale nel perno, metto la spirale vuota e dopo aver messo il tutto nella tank la chiudo. Evviva!
La gestione dei tempi controllata da un “PLC” e computer
Poichè non avevo voglia di stare dietro a un orologio o cronometro per controllare le varie fasi del lavoro, ho utilizzato un “PLC” che mi avanzava e mi sono costruito un sequenziatore che mi seguisse passo-passo nello sviluppo. Poi col computer mi sono realizzato il programma che mi scandisse i tempi delle varie operazioni.
Tutto l’occorrente per lo sviluppo
Anche per lo sviluppo vero e proprio mi sono organizzato in anticipo, perchè poi si corre il rischio che ci manca sempre qualcosa; tenete conto che ho realizzato le soluzioni di sviluppo e fissaggio con 1 ora circa di anticipo rispetto alla fase di sviluppo per avere le soluzioni alla temperatura di 20° C. Se la temperatura fosse superiore, come nel mio caso, basta utilizzare i comuni ghiaccioli per borse termiche e abbassare la temperatura del bagnomaria nel lavello.
Boccali, imbuto e misurini
Mi sono procurato il seguente materiale: 1 boccale in plastica da litro di colore rosso per il liquido di sviluppo, 1 boccale in plastica da litro di colore verde per il liquido di fissaggio, un boccale in plastica graduato da 500 ml. un becker graduato da 100 ml. e 1 imbuto medio.
Liquidi di sviluppo, fissagio, sapone neutro, timer digitale e termometro
Inoltre molto importante è il termometro: ne avevo uno digitale che per l’uso è perfetto.
Poi qui si vedono altri due cronometri, anche se nel mio caso sono superflui, dal momento che ho il sequenziatore a PLC. Potete vedere anche il sapone neutro che ci servirà alla fine del lavaggio.
Tenete conto anche che dovete appendere la pellicola, quindi potete procurarvi, come ho fatto io, una gruccia in metallo con le pinze molto resistenti sempre in acciaio e una pinza con un piccolo peso per poi tendere la pellicola.
Liquidi, e tank
Per lo sviluppo ho utilizzato la seguente soluzione: 360 ml. di acqua e 40 ml. di ILFORD Ilfosol 3 (totale soluzione = 400 ml.).
I tempi dello sviluppo a 20° C sono di 6 minuti e 30 secondi (390 sec.), cominciando con un’agitazione iniziale di 30 secondi, e poi un’agitazione della tank di 5 secondi ogni 30.
Ultimata la fase di sviluppo, vuotare la tank, versando il contenuto in una bottiglia con etichetta sviluppo. Ci può servire per un ulteriore sviluppo, ma solo se fatto entro pochi giorni dal primo.
Riempire d’acqua la tank e agitare di continuo per circa 15 secondi, poi vuotare e ripetere l’operazione di lavaggio con acqua altre 2 volte.
Passare alla fase di fissaggio senza perdere tempo.
Per il fissaggio ho utilizzato la seguente soluzione: 320 ml. di acqua e 80 ml. di ILFORD Rapid Fixer (totale soluzione = 400 ml.).
I tempi del fissaggio a 20° C sono di 7 minuti (420 sec.), cominciando con un’agitazione iniziale di 45 secondi, e poi un’agitazione della tank di 10 secondi ogni 45.
Scaduto il tempo di fissaggio, vuotare la soluzione di fissaggio in una bottiglia con etichetta fissaggio. Ci può servire per ulteriori rullini, ma max entro due settimane, stando a indicazioni trovate in rete… io non ho ancora provato.
Riempite la tank di acqua e vuotatela diverse volte: personalmente ho eseguito questa fase per 15 minuti prima vuotando e riempendo, poi lasciando la tank, sempre chiusa alla luce, sotto al rubinetto con acqua corrente.
Al termine, mettete 2 gocce di sapone neutro dentro la tank, agitate e vuotatela. Togliete la pellicola dalla spirale con molta delicatezza, prendetela per l’estremità libera, e fate scorrere la pellicola fra le dita indice e medio unite, ma molto delicatamente, per togliere le gocce d’acqua dalla sua superficie.
Appendete la pellicola e mettete una molletta con un piccolo peso all’estremità inferiore e lasciate asciugare qualche ora. In pratica la pellicola è asciugata se toccandola in un punto vuoto da fotogrammi non risulta appicitaticcia.
Buon lavoro!
Agitazione della tank
Rullino appena sviluppato
Che emozione…
P.S. Magari se sei arrivato fin qui ti chiederai come è uscito lo sviluppo del rullino; se vai qui puoi vedere le scansioni del rullino. Buona visione.

 

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