Le mie “macchinette”

Mi son detto: perchè non fare qualche foto alle mie macchinette?
Cosi ho preso in mano una canon power shot A460 (digitale) e mi son messo a fare qualche scatto: dopotutto, perchè non far vedere con quali “mezzi” tiro fuori i miei scatti?
Lo so, qualcuno arriccierà il naso di fronte a queste macchine, come la maggior parte delle persone che mi vedono in giro con queste “cose” in mano…
Le macchine sono state tutte testate con la pellicola; i risultati li stò caricando poco per volta: mi ruba tempo fare le scansioni dei negativi.
Buona visione.
Kodak S 30 – macchina con custodia
Questa Kodak S30 è la mia prima macchina: prima usavo solo macchine in prestito.
Acquistata nel 1980 ad agosto, nello spaccio militare della Scuola del Genio alla Cecchignola.
La macchina aperta
Vista lato fotografo
2 tempi: 1/30 e 1/60
Vista frontale chiusa
Dopo che con la Kodak S30 ho fatto oltre un migliaio di foto, arriva questa macchinetta autofocus, elettronica con zoom. E’ la Pentax ESPIO 90 MC, oggetto inseparabile, che mi ha accompagnato sino al 2007. Ha al suo attivo oltre 2000 scatti e funziona ancora egregiamente.
Pentax vista di fronte
Con lo zoom arretrato per panoramiche
Con lo zoom in posizione tele
Il display e i pulsanti del menù
A coperchio chiuso
Nel 2007 ho acquistato una Canon Power Shot A460, la mia 1à digitale personale, anche se ne avevo acquistata una prima, nel 2006, una Canon Power Shot A430, regalo per mia figlia.
Nel 2010 ho acquistato la Canon 350D, con obiettivi e accessori vari, e sono entrato nel mondo della fotografia creativa, dove non è la macchina che scatta, ma chi sta dietro, soprattutto lavorando in manuale. Raramente ho usato le impostazioni automatiche, poichè voglio essere io a dire alla macchina quel che deve fare (magari anche cannando totalmente la foto).
Ma ormai il “vizio” di provare con altre macchine, magari vecchiotte, si era impadronito di me completamente. Quasi per gioco andavo alla ricerca di pezzi buoni, ma dal prezzo abbordabile, e così a ottobre 2011, mi sono aggiudicato questo splendido gioellino.
Minolta reflex X700.
Minolta X700 con obiettivo 24 / 2,8
Vista laterale
Vista dall’alto
…è stupenda…
Devo far notare una cosa: la Minolta ha un mirino che è una vera e propria “finestra”, nulla a che fare con le reflex digitali, anche full-frame. Qui vedi veramente il mondo nella sua interezza, a differenza dei tunnel delle digitali.
Poi sono arrivate queste altre piccoline a far compagnia alla famiglia che ormai si stava allargando.
Adox Golf I (1952)
Adox Golf I (1952) – Vista di 3/4
Adox Golf I (1952) – L’obiettivo a 3 lenti
Adox Golf I (1952) – Vista del dorso aperto
Adox Golf I (1952) – Il Marchio
A giugno 2012 non sono riuscito a resistere a questa bellissima Agfa Silette II, sembrava che mi implorasse di non lasciarla nella baia; aveva voglia di vivere ancora, nonostante sia una signora di 50 anni, ma ben portati. Si muove con disinvoltura tra le vie e le piazze e le piace farsi ammirare come qui.
Agfa Silette LK II (1963) – Con la sua custodia in pelle verde
Agfa Silette LK II (1963) – Bellissima e provocante…
Agfa Silette LK II (1963) – Snella e sinuosa
Agfa Silette LK II (1963) – Occhio stupendo, ricco di dettagli
Una sera di luglio stavo “gugolando” per vedere se si trovavano delle fotocamere vintage interessanti, e di sito in sito e di link in link sono arrivato alla Argus C3 Mathcmatic; mai sentita nominare, ma piaciuta subito. Negli Stati Uniti è stata la macchina del popolo, ha partecipato alla storia della fotografia americana.
Argus C3 Matchmatic bicolor – Nel suo astuccio, appena arrivata!
Argus C3 Matchmatic bicolor – Linea netta e spigolosa
Argus C3 Matchmatic bicolor – Quante manopole
Argus C3 Matchmatic bicolor – Vista di 3/4
Argus C3 Matchmatic bicolor – Particolare della ghiera di messa a fuoco
Agfa Isolette I – Agnar (1952); macchina del genere folder, con la possibilità di fare esposizioni multiple, poichè non ha nessun blocco meccanico contro le sovraesposizioni, ha anche il “calcolatore della profondità di campo”. Altro non è se non una ghiera con incise le p.d.c alle varie aperture di diaframma.
Agfa Isolette I (1952) – Folder chiusa
Agfa Isolette I (1952) – La folder aperta
Agfa Isolette I (1952) – Il marchio sullo sportellino
Agfa Isolette I (1952) – Vista di lato
Agfa Isolette I (1952) – Col dorso aperto
Agfa Isolette I (1952) – Particolare dell’obiettivo
Agfa Isolette I (1952) – Il calcolatore della profondità di campo
Avevo regalato a mia figlia una Lubitel II, e mi sarebbe piaciuto averla a mia volta, anche perchè da ragazzino ero rimasto affascinato da quest’oggetto che avevano tutti i fotografi che ho conosciuto durante la mia adolescenza; oltretutto noi ragazzini coglievamo subito l’occasione di sbirciare dentro quel “pozzetto magico” che restituiva le immagini rovesciate.
Poi ha la prerogativa di essere una reflex, anche se biottica, quindi la messa a fuoco viene enormemente facilitata. Poi vogliamo togliere il fascino di un rullino con fotogrammi da 6 cm. di lato?
Eccovi le foto della mia Lubitel 166B.
Lubitel 166B – Vista frontale
Lubitel 166B – Vista del mirino
Lubitel 166B – Vista laterale col remember dial
Una fotocamera punta e scatta del passato è sicuramente la fotocamera box; si tratta di una scatola di lamiera, con all’interno una specie di imbuto e terminante con una lente a menisco, mentre nella parte posteriore viene montata la pellicola. La pellicola, una 120, riesce a restituire un’immagine nel formato 6 x 9, e poichè si può fotografare in verticale, sono presenti sulla box due finestrelle a lente convessa, utili per l’inquadratura, montate una sul lato corto e una sul lato lungo. Venivano costruite da diverse aziende, ma la struttura era identica. La velocità di scatto è solo una (se non sbaglio 1/30), oltre la posa B, in più solitamente è presente un filtro giallo integrato. Il fuoco è fisso, nulla da regolare: si punta e si scatta!
Agfa Synchro Box (1949) – Somiglianza con la maschera
Agfa Synchro Box (1949) – Non è poi così grande
Agfa Synchro Box (1949) – Fotografare in orizzontale
Agfa Synchro Box (1949) – Fotografare in verticale
Agfa Synchro Box (1949) – Particolare di uno dei due mirini
Agfa Synchro Box (1949) – Linguetta del filtro giallo
Se dovessero esserci aggiornamenti li posterò volentieri… Questo articolo l’ho allungato un pò… Mi pare.
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