In Narbolia vol. 2

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In Narbolia vol. 2

Ciao a tutti e grazie di essere sempre su Fotografismo. Questo post prende spunto da un evento al quale ho partecipato sia come spettatore sia come amico degli organizzatori, il cui tema riguardava la fotografia.
A Narbolia, un paesino di 1800 anime, del quale vi ho già parlato in altri articoli, è stato presentato il secondo volume di fotografie degli abitanti, intitolato “In Narbolia vol.2“; sono foto comprese tra gli anni ’60 e gli anni ’70, mentre il primo volume aveva come limite temporale le fotografie sino al 1959. Le 98 famiglie narboliesi che hanno partecipato al progetto, hanno prodotto la bellezza di 582 foto, testimoni dei tempi passati, nelle quali gli stessi abitanti hanno potuto vedere come erano i loro compaesani anche in tenera età.
Di queste 582 fotografie la casa editrice ha operato per una selezione da includere nel volume, mentre nella presentazione nella sala del Centro Polifunzionale si è potuta vedere la raccolta completa.
La mostra fotografica era incentrata su 40 stampe in grande formato.
Questo è il bello della fotografia: permettere alle generazioni successive di rivivere i periodi ormai passati dei loro genitori, nonni, o anche di persone estranee, e di vedere usi e costumi ormai passati. Ogni fotografia suscita emozioni, e ricordi, una specie di ponte tra il presente e il passato, come se anche le persone defunte riescano a rivivere per il solo fatto che guardiamo la loro raffigurazione.
E la nostra memoria storica esisterà sino a quando esisterà la possibilità di realizzare fotografie, ma non solo nel momento dello scatto, bensì nella possibilità di fruizione nel futuro; proprio alla mostra ho esternato questo pensiero: noi oggi siamo fortunati perchè possiamo vedere il nostro passato attraverso queste foto, ma domani, chi potrà vedere noi, come siamo, cosa facciamo? Io penso che solo se continueremo a stampare potremo avere un futuro, mentre se continueremo a fare foto con apparecchi digitali, e queste immagini rimarranno solo un’insieme di bit, prima o poi la nostra memoria storica morirà. Non è fantascienza, purtroppo sarà la triste realtà.
Immaginiamo come vengono archiviate queste immagini; la maggior parte delle persone ormai scatta in ogni momento, producendo anche quello che io definisco fotospam, e queste immagini restano quasi sempre nella memoria elettronica dell’apparecchio. In pochi trasferiscono questi file nel computer o su altri supporti di memorizzazione, quando non vengono cancellati per errore o semplicemente diventano file corrotti ormai illegibili. Inoltre, tra cinquant’anni, chi vedrà questa enormità di immagini? Esisteranno supporti che dureranno tanto tempo? E i file saranno ancora leggibili, o al contrario ormai corrotti saranno solo un’insieme di bit senza nessuna informazione valida che riempie inutilmente lo spazio di archiviazione? O faranno la fine che hanno fatto tutti i file risiedenti nei vecchi Floppy Disk, che ora non possiamo nemmeno leggere perchè i lettori sono praticamente spariti o quasi?
Stampiamo, stampiamo e stampiamo; solo così avremo una memoria storica da destinare ai posteri.
Di seguito un commento della bibliotecaria di Narbolia “Rossana Ortu”:


“Appena nati, la fotografia ed il farsi fotografare hanno affascinato le persone.
L’essere immortalati in pose plastiche ben studiate con gli abiti della festa era un evento.
Con gli anni abbiamo preso confidenza con essa e non ci sono occasioni delle quali non si conservi una foto. Ne siamo quasi dipendenti in quest’epoca moderna, dove possiamo scattare fotografie in ogni momento grazie ai cellulari.
Diverso il lavoro di Giulia ed Enrico, che con la loro nuova raccolta hanno ridato vita a ricordi di una comunità come Narbolia, e non solo. Perchè è molto bello rivedere abiti, vie, macchine e rivivere scene di vita quotidiana e di festa.
Ancora una volta i narboliesi hanno dimostrato di essere sensibili a queste iniziative, manifestando la loro disponibilità ed aiutando qquesti due giovani nella raccolta dei documenti. Giulia ed Enrico hanno ricambiato portando a termine con delicatezza, discrezione ed impegno un lavoro degno di lode.”


A proposito: all’evento ho portato una parte delle mie fotocamere analogiche e la mitica “Sardinian Camera“.
Ora vi lascio ad alcune foto fatte durante l’evento, anche se queste hanno una bassa qualità, essendo fatte tramite lo smartphone. Ciao a tutti.

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